I Farmer Market

Il Mercato Contadino: Risparmio, Bontà e Alimentazione Sana

Utilizziamo un termine importato dalla lingua inglese poiché negli Stati Uniti e in Gran Bretagna la vendita diretta dal contadino al consumatore prospera fin dagli anni '70: si calcola che oltre 3 milioni di americani alla settimana acquistino nei mercati locali gestiti dai contadini.

Merito dei fondi che alcuni Stati erogano a queste iniziative e delle efficaci strategie comunicative adottate oltreoceano, ma soprattutto della qualità dei prodotti e del cospicuo risparmio.

Nel nostro paese questa forma di commercio diretto esiste da sempre ed il Decreto Legislativo 228 del maggio 2001 ha finalmente regolamentato la materia, imponendo il rispetto di standard di igiene e sanità.

La sicurezza degli alimenti è divenuta prioritaria all'interno di una società che propone alimenti sofisticati, traboccanti di conservanti ed adittivi, nonchè di dubbia provenienza.

La genuinità, il rispetto dell'ambiente, la tutela del territorio ed il risparmio economico sono altri criteri fondamentali che guidano le scelte e che possono indurci a far visita a un mercato gestito direttamente dagli agricoltori.

Risparmio

La filiera rappresenta i passaggi che subisce un bene lungo il percorso dal produttore al consumatore: la vendita diretta riduce ai minimi termini gli interventi e di conseguenza i costi.

L'aumento stratosferico di frutta e verdura ci colpisce tutti. Fattori meteorologici e climatici sicuramente possono determinare una cattiva annata, ma non spiegano da soli il rincaro costante degli ultimi anni il quale si perde nei molteplici passaggi della filiera.

Se non vi sono intermediari tra l'agricoltore e il consumatore quest'ultimo può controllare i prezzi e attribuire le responsabilità dei rincari alla meteorologia o alla ricerca del profitto che contraddistingue gli esseri umani.

Rivolgendoci direttamente agli agricoltori possiamo constatare quanto il risparmio sia significativo, non a caso i mercati contadini stanno crescendo in modo esponenziale in questo periodo di crisi economica mondiale.

Un'indagine della Coldiretti rivela che nel 2008 il 52% degli italiani ha acquistato almeno una volta in un farmer market: una percentuale elevatissima per un'attività ancora poco nota al grande pubblico.

Genuinità

Negli ultimi anni si registra un crescente interesse per i prodotti naturali, il cibo sano e nutriente, la riscoperta dei sapori semplici che a lungo sono stati mascherati con condimenti, insaporitori e conservanti.

Quando i prodotti sono di ottima qualità non necessitano di grandi interventi: una fresca insalata condita con olio extravergine d'oliva e aceto balsamico è una prelibatezza...sempre che la verdura sia saporita, altrimenti bisogna ricorrere ai condimenti per trovare un po' gusto!

Perchè rinunciare alla bontà e genuinità soprattutto quando si può trovare vicino a casa e a prezzi convenienti?

Emblematico è il caso del latte: negli ultimi anni sono sorti nelle principali città italiani distributori di latte fresco che viene venduto ad un prezzo inferiore rispetto quello confezionato e per di più in bottiglie di vetro, materiale interamente riciclabile infinite volte.

Ciò ha consentito a milioni di italiani di gustare lo stesso sapore che conoscevano i nostri nonni e che ci sembrava perduto, ma in realtà era solo nascosto ed è sufficiente cercarlo.

In questa maniera vi potrà essere una vera e propria educazione alimentare che consiste nell'imparare a gustare il cibo, e non limitarsi ad ingerirlo, prediligendo i prodotti di stagione e del nostro territorio.

Le nostre campagne ci donano tantissimi frutti, ma solo alcuni sono distribuiti nei negozi che prediligono le varietà più note al grande pubblico ed esteriormente più attraenti: il farmer market rappresenta anche un'occasione per comprendere che la bontà prescinde dalla forma e dalle logiche di mercato.

Tutela della salute e del territorio

Sarà capitato a chiunque di soffermarsi a leggere le etichette degli alimenti e venir colti da enorme stupore: frutta, verdura, carne e pesce provenienti da paesi collocati ai nostri antipodi fanno emergere dubbi sulla loro freschezza e soprattutto sulla necessità di tali importazioni.

Sono indispensabili le patate egiziane o le mele dell'America Latina? Che dire poi della carne proveniente da paesi esteri che ha portato con sè malattie, la più famosa delle quali è il morbo della mucca pazza?

Il vantaggio principale è avere a disposizione in tutti i mesi dell'anno il tipo di cibo che desideriamo...ma la voglia di pesche a dicembre porta con sé importanti svantaggi.

L'inquinamento prodotto dal trasporto delle merci, l'impatto ambientale dei loro imballaggi, le ripercussioni negative sulla crescita del nostro settore agricolo che svolge anche la fondamentale funzione di curare il territorio forse renderanno meno prelibate quelle pesche!

L'E-commerce

Negli Stati Uniti i farmer market stanno già sfruttando da tempo le potenzialità della Rete Internet.

Sono operativi, con enorme successo, portali che costituiscono un punto d'incontro fra gli agricoltori e i consumatori i quali possono scegliere i prodotti e riceverli comodamente a casa propria.

Forse un simile approccio implica una rinuncia al rapporto diretto con il contadino che mostra i doni della Terra, consiglia e regala un po' della sua saggezza insieme alla merce acquistata.

D'altra parte i benefici sono indubbi sia per quanto concerne il risparmio di tempo, e di denaro, sia per la maggior scelta.

L'e-commerce potrebbe costituire un valido contributo anche in Italia migliorando il collegamento fra produttore e consumatore ed ampliando l'accesso alle informazioni..siamo certi che la piazza virtuale integri e non si sostituisca a quella reale che allieta le nostre giornate